Fondo
Indennizzo
Risparmiatori

FAQ

Modalità di presentazione della domanda

NO, l’interessato deve presentare distinte domande in funzione di ciascun ruolo rivestito, ad esempio se per il medesimo titolo risulto acquirente in proprio e successore “mortis causa” si devono presentare due distinte domande di indennizzo, una come acquirente e una come successore “mortis causa”.

La registrazione sul portale del FIR, necessaria per la presentazione della domanda di indennizzo, è possibile collegandosi all'indirizzo https://fondoindennizzorisparmiatori.consap.it/.
Dalla home page del Portale, azionando il pulsante "ACCEDI" e successivamente il link "Registrati adesso", si accede alla maschera dei dati di registrazione inserendo: un indirizzo di posta elettronica valido, una password e la conferma della stessa nonché la presa visione della privacy.
Concluso l'inserimento dei dati di cui sopra, l'utente riceverà due email.
La prima email contiene un link da attivare entro le 48 ore che rimanda l'utente alla maschera di "conferma dei dati di registrazione" al fine di inserire il "nome utente" e la "password" precedentemente definiti.
La seconda email, di natura informativa, confermerà il completamento della fase di registrazione. L'utente solo dopo aver verificato il ricevimento della seconda email potrà accedere al portale e procedere con la compilazione della domanda.
Nel caso in cui dal ricevimento della prima email siano trascorse più di 48 ore l'utente dovrà attivare la procedura di "recupero password".

La domanda di indennizzo può essere presentata esclusivamente per via telematica previa registrazione dell'utente sul portale FIR al fine di ottenere le credenziali di accesso che gli consentiranno la successiva compilazione e trasmissione della stessa.
Le domande possono essere presentate entro 180 giorni a partire dal 22 agosto 2019, ovvero entro il 18 febbraio 2020.

Unfortunately at the moment the website is available only in Italian.

Ogni avente diritto dovrà presentare domanda di indennizzo relativa alla propria quota.
Ai sensi dell'art. 5, comma 3 del DM 10.5.2019, le quote dei cointestatari si presumono uguali, salvo che gli interessati non dimostrino che le quote di proprietà sono diverse.

La domanda di accesso al FIR può essere compilata autonomamente e gratuitamente attraverso il portale dedicato, anche avvalendosi delle numerose faq nonché dei video tutorial con istruzioni e indicazioni operative per la compilazione presenti sul sito.
È anche possibile scegliere di farsi assistere da associazioni e/o professionisti nella compilazione dell’istanza, fermo restando che tutte le associazioni di consumatori sono estranee al Servizio Fondo Indennizzo Risparmiatori, e che quindi lo scrivente Servizio non è a conoscenza delle somme che potrebbero essere richieste da soggetti terzi per l’attività di compilazione prestata.
Nel caso in cui la presentazione della domanda venga effettuata da un soggetto terzo incaricato dall'avente diritto, sarà necessario produrre la delega o la procura speciale notarile, rilasciata dall'avente avente diritto.

In seguito all'aggiornamento della sezione dedicata allo strumento finanziario (15.10.2019) per le AZIONI non è richiesto l’inserimento delle singole tranches di acquisto (ovvero acquisti multipli per lo strumento finanziario avente il medesimo ISIN).
Nel caso di OBBLIGAZIONI SUBORDINATE è necessario inserire almeno una tranche di acquisto. L’aggiunta di ulteriori tranches di acquisto relative alla medesima Obbligazione Subordinata avente lo stesso ISIN, è possibile cliccando sul pulsante "Aggiungi tranche di acquisto".

NO, il valore difforme che risulta post aggiornamento sulla sezione dedicata allo strumento finanziario, rappresenta solo un automatico adeguamento del sistema conseguente alla nuova interfaccia. I dati inseriti dagli utenti rimangono quelli indicati sul riepilogo in formato pdf generato automaticamente a conclusione del procedimento di compilazione della domanda e successivamente caricato sul sistema, debitamente sottoscritto sia dall’avente diritto che, eventualmente, dal richiedente.
Chi può fare la domanda

Sì, se gli strumenti finanziari sono stati acquistati dal risparmiatore privo della qualifica di "cliente professionale", si potrà procedere con la domanda di indennizzo.
Secondo il dettato normativo ex art.3 comma 2, lett.b2) e c2) del DM 10.05.2019, sono invece esclusi dalle prestazioni del FIR, rispettivamente gli strumenti finanziari acquistati e in possesso di controparti qualificate di cui all’art. 6, comma 2- quater, lettera d) del T.U.F e gli strumenti finanziari acquistati e in possesso da parte di clienti professionali di cui ai commi 2-quinquies e 2-sexies dell’art. 6 del T.U.F. Peraltro, l'art 3 comma 2 lett. e2 del predetto D.M., esclude anche gli strumenti finanziari trasferiti dopo la data del provvedimento di messa in liquidazione della banca che li ha emessi, dai soggetti esclusi indicati nelle lettere a2), b2)c2), d2) del presente comma agli aventi diritto previsti dal comma 1.

Si, la legge non prevede preclusioni nella presentazione della domanda di indennizzo. Tuttavia in fase di compilazione della domanda dovrà essere indicato l'eventuale giudizio pendente o definito.

No, ogni avente diritto deve inoltrare domanda autonomamente.

No: in caso di obbligazioni subordinate l'integrazione del 15% viene effettuata dal FITD. Per ogni ulteriore informazione la invitiamo pertanto a rivolgersi a tale Ente.

L'articolo 3, comma 1, lettera c1, del D.M. 10.5.2019 prevede che l'indennizzo possa essere richiesto dai “familiari” del “risparmiatore”. Questi sono costituiti dal coniuge, dal soggetto legato da unione civile, dal convivente more uxorio o di fatto di cui alla legge n. 76/2016 e dai parenti entro il secondo grado, che abbiano acquisito la titolarità degli strumenti finanziari dal risparmiatore a seguito di trasferimento a titolo particolare con atto tra vivi, avvenuto dopo la data di messa in liquidazione, e successivamente abbiano continuato a detenere gli stessi strumenti finanziari.

La legge fa riferimento all'intero patrimonio mobiliare di proprietà dell'avente diritto alla data del 31.12.2018.

Se l’interessato:
  • • ha presentato il modello “730”, occorre considerare il rigo 11 del prospetto riepilogativo (“reddito complessivo”);
  • • ha presentato il modello Persone Fisiche, occorre considerare la casella 5 del riquadro RN1;
  • • non era tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi e pertanto possiede unicamente la Certificazione Unica, occorre considerare la somma degli importi indicati nelle caselle 1, 2, 3, 4 e 5 del riquadro “redditi”, maggiorati del reddito – laddove esistente – derivante dall’abitazione principale del contribuente (che non compare nella Certificazione Unica ma è un dato conosciuto dalle Agenzie fiscali e verificabile dalla Consap in sede istruttoria).

Attenzione: se l’istante dispone della Certificazione Unica ma ha anche presentato la dichiarazione dei redditi (730 o Persone Fisiche), occorre considerare l’importo indicato nella dichiarazione dei redditi (perché comprensivo dell’eventuale reddito da abitazione principale). L’istante che, per accedere alla procedura forfettaria, dichiarasse di aver percepito un reddito inferiore a 35.000 euro come attestato nella Certificazione Unica, omettendo dolosamente di maggiorarlo del reddito da abitazione principale che, se sommato al precedente, comporterebbe il superamento del predetto valore di 35.000 euro, si esporrebbe a sanzioni di carattere penale per falso.

La microimpresa dovrà possedere i requisiti previsti dalla Raccomandazione 2003/361/CE fino al 31 dicembre 2018.
Documentazione richiesta

No, salvo che in un caso: in seguito alla delibera della commissione tecnica, né le dichiarazioni sostitutive da rendere per la presentazione dell'istanza, né l'eventuale delega o procura speciale di rappresentanza alla presentazione dell'istanza richiedono l'autentica della firma, salvo che l'avente diritto abbia conferito una procura speciale notarile (nel qual caso la sottoscrizione dovrà essere autenticata dal notaio).

Il Reddito inferiore ad € 35.000 può essere documentato tramite dichiarazione resa ai sensi dell'art.47 del Decreto n.445 del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000; mentre la consistenza del patrimonio mobiliare tramite la Dichiarazione Sostitutiva Unica e l'Attestazione ISEE.

L'articolo 4, comma 7, del D.M. 10.5.2019 prevede che le banche in liquidazione e quelle cessionarie forniscano i documenti in loro possesso entro 30 giorni dalla richiesta degli istanti e senza oneri per i richiedenti.

Si tratta della documentazione (non richiesta nel caso di "indennizzo forfettario") che l'interessato è invitato a fornire alla Commissione tecnica per dimostrare di essere rimasto vittima delle "violazioni massive" in parola.
Ulteriori chiarimenti e precisazioni circa l'individuazione di tale documentazione potranno eventualmente essere forniti dalla Commissione stessa.

Questo documento, con l'entrata in vigore del D.P.C.M. n. 159 del 5 dicembre 2013, è rilasciato dall'INPS, il quale effettua i calcoli sulla base dei dati autodichiarati contenuti nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e sulla base dei dati derivanti dagli archivi dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS, ai sensi dell’articolo 11.
L'attestazione dell'ISEE è resa disponibile dall'INPS entro il decimo giorno lavorativo successivo alla presentazione della DSU.

Si tratta del documento che contiene tutte le informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali del dichiarante e del proprio nucleo familiare, al 31 dicembre dell'anno precedente a quello di presentazione della DSU. I redditi contenuti nella DSU sono riferiti al secondo anno solare antecedente alla presentazione della DSU (ultima dichiarazione dei redditi presentata) mentre, per quel che riguarda il patrimonio mobiliare e immobiliare, sono indicati i patrimoni posseduti al 31 dicembre dell'anno solare precedente.

Si deve allegare la sola documentazione riferita alla propria posizione inerente la violazione subita. Non è mai necessario allegare il T.U.F.

Per poter avere accesso alla procedura forfettaria, devo considerare solo il valore del reddito complessivo ai fini IRPEF, che deve essere inferiore a 35,000 mentre non devo prendere in considerazione il reddito imponibile.

Il Fac-simile di certificazione IBAN è funzionale per dimostrare la titolarità delle coordinate bancarie o postali in capo all'avente diritto che chiede l'indennizzo al FIR. Il modello è puramente indicativo in quanto è facoltà di ciascuna Banca rilasciare il proprio documento.
Tipi di titoli non indennizabili

Se il diritto alla conversione è stato esercitato alla data di messa in liquidazione della banca emittente, a partire da tale momento in poi il titolare dell’obbligazione convertibile è divenuto azionista a tutti gli effetti, e per l’effetto ha diritto ad accedere al FIR, ovviamente se in possesso degli ulteriori requisiti previsti dalla legge.
Se invece il diritto alla conversione non è stato ancora esercitato alla data di messa in liquidazione della banca emittente, l’indennizzo non è previsto poiché l’obbligazione convertibile non è compresa nel novero degli strumenti finanziari indicati dalla L. 145/2019.

Di seguito si riporta l'elenco delle Banche in L.C.A:
  • • BCC Banca Brutia
  • • Banca Popolare delle province Calabre
  • • BCC Paceco
  • • Credito Cooperativo Interprovinciale Veneto (Crediveneto)
  • • Banca delle Marche
  • • Banca Etruria
  • • Banca Padovana Credito Cooperatico
  • • Banca Popolare di Vicenza
  • • Cassa di risparmio di Chieti
  • • Cassa di risparmio di Ferrara
  • • Veneto Banca
Altro

Ad oggi non è possibile prevedere se delle future modifiche della legge allargheranno la platea degli aventi diritto all'indennizzo, perché si tratta di decisioni rimesse agli organi politici e legislativi.

L'art. 5 del DM 10.5.2019 limita l'indennizzo ottenibile a 100.000 euro "per ciascun avente diritto" e per ciascuna tipologia di strumento finanziario (azioni ed obbligazioni subordinate).
Pertanto, in caso ad esempio di conto cointestato a due soggetti e che comprenda sia azioni che obbligazioni subordinate riferibili ad entrambi, il limite dell'indennizzo sarà di 200.000 euro per ciascun cointestatario.

Ai sensi dell'art. 3 del DM 10.5.2019 possono essere indennizzati i risparmiatori (od i loro successori e familiari), con esclusione di coloro che siano "clienti professionali", "controparti qualificate" o dei soggetti - e loro parenti ed affini di 1 e 2 grado - che dall'1.1.2017 abbiano rivestito specifici incarichi di vertice nelle banche poste in liquidazione coatta amministrativa.
Pertanto, il dipendente (od ex dipendente) che non rientri tra i predetti soggetti "esclusi" ha facoltà di presentare domanda al FIR.

NO: è sufficiente presentare la dichiarazione sostitutiva che potrà essere scaricata direttamente dal PORTALE. Gli eredi devono presentare separate domande di indennizzo ciascuno per la propria quota.

Si: il sistema accetta solamente files in formato PDF.

NO: l'indennizzo sarà erogato senza oneri, costi e interessi. L'indennizzo sarà calcolato sul costo d'acquisto comprensivo di oneri fiscali, e sarà erogato al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazioni con le banche poste in liquidazione nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento oltre che del differenziale cedole percepite rispetto ai titoli di Stato di durata equivalente.

NO: il decreto ministeriale del 10.5.2019 prevede che l'indennizzo possa essere riconosciuto e versato esclusivamente all'avente diritto. Pertanto, ai fini del pagamento dell'indennizzo, nel modulo di domanda occorre indicare le coordinate IBAN di un conto bancario o postale intestato all'avente diritto. E' consentito che il conto in parola sia cointestato a più soggetti, purché uno di questi sia l'avente diritto.

Il codice ISIN è un codice internazionale che identifica univocamente gli strumenti finanziari. La struttura del codice e le regole per la sua assegnazione sono stabilite dall'ISO (International Organization for Standardization) nello standard ISO 6166.

Il codice ISIN è di 12 caratteri alfanumerici con la seguente struttura: i primi due caratteri sono lettere che identificano il Paese dove sono stati emessi i titoli (per l'italia è IT); seguono poi 10 numeri dei quali l'ultimo è il cosiddetto digit control.